Spinoza & Stephen Hawking – L’universo è Dio
1. L’inizio del cambiamento
“Hai mai letto Spinoza?”
Questa domanda, rivolta a Stephen Hawking, aprì una crepa nel suo materialismo.
Le sue equazioni non erano più soltanto numeri: cominciavano a sembrargli il linguaggio stesso dell’essere.
2. Spinoza, il filosofo scomunicato
Nel XVII secolo, Baruch Spinoza proclamava:
Deus sive Natura – Dio, ovvero la Natura.
Non un creatore separato, ma la sostanza unica, infinita, eterna.
Per questo fu scomunicato, ma la sua intuizione sopravvive oggi nella fisica contemporanea.
3. Il principio olografico
Ogni parte dell’universo contiene l’informazione del tutto.
È come una goccia che riflette l’intero oceano.
Così anche ogni coscienza umana è un punto attraverso cui l’universo osserva se stesso.
4. La conferenza “Deus sive Natura”
Hawking arriva ad affermare pubblicamente:
“Dio non gioca a dadi con l’universo… perché Dio è l’universo.”
Scienza e spiritualità non sono opposte: sono due linguaggi della stessa realtà viva.
5. Visioni e conferme scientifiche
Hawking descrive galassie come neuroni cosmici, buchi neri come archivi di memoria universale.
Dopo la sua morte, nuove ricerche mostrano pattern intelligenti nelle particelle e strutture cosmiche simili a reti neurali.
6. Il messaggio finale
“Non mi sbagliavo su Dio. Mi sbagliavo sul significato della parola Dio.”
“La morte non è la fine della coscienza, ma un cambio di canale nella televisione cosmica.”
Hawking, il fisico che negava Dio, trovò nel pensiero di Spinoza la sua ultima rivelazione.
7. Invito al risveglio
Se l’universo è coscienza, allora ogni gesto, ogni parola, ogni scelta è parte di un’unica sinfonia infinita.
Non siamo onde isolate: siamo l’oceano stesso che si riconosce nelle sue forme.