Mentre cercava vita nelle profondità del cosmo, la NASA si è imbattuta in qualcosa di inatteso: non un pianeta lontano, ma la conferma che la coscienza stessa è forza attiva, tessitrice di realtà .
Non semplice prodotto del cervello, ma principio vibrante che plasma la materia.
È la stessa intuizione che Eckhart Tolle ci ricorda quando ci invita al silenzio del presente: la coscienza precede la forma .
È ciò che Federico Faggin esplora come campo quantico autocosciente: informazione viva, non riducibile alla macchina .
È la via indicata dai testi ermetici, quando affermano: “Tutto è mente, l’universo è mentale” .
Immagina la realtà come una trama luminosa interconnessa .
Ogni pensiero, emozione, intenzione muove i fili di questa rete.
La fisica chiama questo “collasso delle possibilità”, le tradizioni antiche lo chiamano “Maya e Brahman”, illusione e fonte.
Il messaggio che risuona è uno:
la nostra vita non ci accade dall’esterno, accade attraverso di noi .
Non siamo passeggeri di un destino cieco, ma creatori che modulano frequenze.
Ogni respiro, ogni gesto di gratitudine o paura, imprime una vibrazione nel campo che ci avvolge.
Quando il cuore entra in coerenza – come ci insegnano oggi le neuroscienze e ieri i mistici – allora la trama universale risponde come un’eco.
Non è più coincidenza: è sincronicità , linguaggio del campo quantico che ci guida verso il nostro compimento.
E nel silenzio, tra due pensieri, tra due battiti, si apre lo spazio più sorprendente: il vuoto quantico , pieno di possibilità.
È lo stesso luogo che Tolle chiama ora , che Faggin indica come coscienza originaria, che le tradizioni orientali riconoscono come śūnyatā , vacuità creativa.
Riconoscere questa trama significa uscire dalla scarsità, dal tempo lineare, dall’impotenza.
Significa sapere che ogni giorno portiamo in noi una forza creativa paragonabile al Big Bang.
La domanda non è più: “Abbiamo questo potere?”
La vera domanda è: come lo useremo, qui e ora?
“Questa visione, che unisce ricerca scientifica e sapienza antica, non è un invito a credere, ma a sperimentare. Ogni voce, ogni respiro, può diventare atto creativo che tesse la trama cosmica. È in questa vibrazione che le parole degli autori che amo – Tolle, Faggin, maestri antichi – trovano risonanza con il mio cammino.”