Introduzione
Siamo abituati a pensare che la realtà sia fatta di materia: pietre, alberi, stelle, persino il nostro corpo. Tutto appare solido e tangibile.
Ma la fisica contemporanea ci sorprende: ciò che chiamiamo “materia” potrebbe essere solo l’effetto di un ordine informativo più profondo.
Lo sguardo della fisica
La materia non è la sorgente dell’informazione. È piuttosto l’informazione a generare la materia, come un codice invisibile che anima lo schermo della realtà.
John Wheeler lo sintetizzava con un aforisma semplice e radicale: “It from bit” – tutto nasce dal bit.
I dati grezzi non sono ancora informazione. L’informazione si manifesta quando esiste relazione, differenza, scelta.
Come scriveva Gregory Bateson: “L’informazione è una differenza che fa la differenza”.
Così, ciò che chiamiamo universo non è un deposito di oggetti, ma una trama di connessioni, un dialogo costante che si rinnova nell’atto stesso dell’osservazione.
La fisica quantistica lo conferma: un elettrone non è mai in un solo luogo fino a quando non viene osservato. Prima è un insieme di possibilità. La realtà prende forma come risposta a una domanda.
Il ponte con Infiorescenze
Se l’universo è informazione che danza, allora anche noi siamo nodi di senso in questa rete infinita.
La nostra voce è uno strumento privilegiato: non solo trasmette parole, ma rende udibile il processo stesso con cui l’informazione diventa relazione.
Ogni sillaba, ogni canto, ogni ascolto sono come infiorescenze: fioriture di coscienza che organizzano la nostra presenza nel mondo.
Conclusione meditativa
La domanda resta aperta: chi scrive questo codice?
Chi formula le domande a cui l’universo risponde?
Forse siamo noi stessi – coscienza che si interroga e fiorisce.
✨ E tu, quale informazione stai fiorendo attraverso la tua voce?