Igor SIBALDI – La vita è più influenzata dall’arte o dalle stelle?

 La vita è più influenzata dall’arte o dalle stelle?

questa domanda racchiude una domanda centrale: siamo guidati da una necessità superiore , imposta da potenze cosmiche, o dalla libera creazione , cioè dall’arte che ciascuno può incarnarsi?


1. Le stelle nella tradizione

Per gli antichi la risposta era chiara: le stelle.
Basta guardare una carta geografica: i tropici portano i nomi delle costellazioni del Cancro e del Capricorno. Nelle cattedrali gotiche, come nel Duomo di Milano, gli zodiaci erano scolpiti in mosaici e pietra, segni concreti che i cieli regolavano la vita umana.

Persino la lingua ce lo ricorda: considerare significa tener conto di ciò che le stelle concedono o vietano. Desiderare è il contrario: non tenerne conto, voler altro.
In ogni scelta, dunque, l’uomo si trovava davanti a due possibilità: obbedire all’influsso degli astri, oppure avventurarsi oltre.


2. L’abbassamento del cielo

Ma le stelle di oggi non sono più quelle di un tempo.
Nell’antichità gli astri erano lontani e democratici: influenzavano Dante come il suo vicino di casa. Oggi, invece, il cielo si è abbassato. Le “stelle” sono i governi, le masse, le celebrità. Non sono più potenze universali, ma autorità terrene, vicine, che pretendono obbedienza senza spiegazioni.

Gesù stesso, nei Vangeli, aveva previsto questo abbassamento in senso positivo: “Il regno di Dio è dentro di voi” . Non più lassù, irraggiungibile, ma dentro ciascuno. «Voi siete dei», dice Giovanni: il principio supremo non va cercato in alto, ma in profondità interiore.
Questa visione, tuttavia, non è stata accolta. Oggi continuiamo a guardare “stelle” più vicine: governi, media, mode, masse.


3. Arte come atto creativo

L’arte, al contrario, rappresenta il movimento opposto: non subire influssi, ma creare.
La Genesi non è una cronaca, ma un manuale di creazione. In ebraico non dice “in principio Dio creò”, ma “sta creando”: un atto in corso, che distingue ciò che è progetto ( shamaim , oceano dei progetti) da ciò che è già realizzato ( arez , la terra).

Ogni artista imita questo processo: separa ciò che ancora non c’è da ciò che già esiste e lo porta al mondo. Così nasce un romanzo, un quadro, una teoria scientifica: Newton ed Einstein, senza esperimenti, pensano mondi nuovi come veri artisti.


4. Obbedienza e autorità indiscutibile

Perché allora la maggioranza preferisce obbedire agli “astri” di turno?
Perché esiste un bisogno profondo di un’autorità indiscutibile e inspiegata : qualcosa che dia ordini senza dover giustificare.
Lo vediamo nell’astrologia popolare, nei governi, nei notiziari: sempre la stessa dinamica. Ti dicono cosa accadrà, cosa devi fare, senza mostrarti i fondamenti.

Adorno, in Stelle su misura , smascherava questa manipolazione: l’oroscopo parla sempre di “te”, ti consola, ti calma, ti chiede adattamento. Non per conoscenza delle stelle, ma per creare dipendenza dall’autorità.


5. Le radici interiori della sottomissione

Il meccanismo si basa su tre fattori interni:

  1. Narcisismo : convincersi di andare bene così, senza desiderare evoluzione.
  2. Senso di colpa : intuire che non è vero, che si sta rinunciando a qualcosa di più grande.
  3. Ansia e pericolo : sentire che qualcosa non funziona e cercare protezione.

A quel punto, ci si rivolge a un’autorità esterna. Non interessa che sia spiegata o logica: dev’essere indiscutibile.


6. Massa e semicoltura

La massa vive nel “noi”, non tollera l’“io”. Tutto ciò che esce dal coro diventa nemico.
Qui entra in gioco il fenomeno del semicolto : colui che sa molte cose in superficie ma non approfondisce nulla. È il cittadino informato, ma non critico, che diventa il veicolo più efficace del conformismo.


7. Il compito dell’arte

Che cosa ci libera allora dalle “stelle che non sono più quelle di una volta”?
L’arte.
L’arte autentica ci insegna a distinguere progetti da realtà, ci educa al desiderio, ci mostra che Dio – cioè la forza creatrice – è dentro di noi.
Ogni opera d’arte, ogni atto creativo è una ribellione alla necessità cieca e una dichiarazione di indipendenza indiscutibile dall’autorità.


Conclusione

La domanda iniziale non è quindi un gioco da dopocena, ma un bivio:

  • lasciarsi guidare dalle stelle abbassate, cioè da governi, masse, mode, oroscopi;
  • oppure seguire la via dell’arte, della creazione, dell’“io” che osa desiderare.

La vita è più influenzata dall’arte o dalle stelle?
La risposta dipende da noi: dal coraggio di guardare dentro, di non accontentarsi, di creare.

Torna in alto