F78 PANPSICHISMO

Ecco una riscrittura asciutta e lineare, senza ripetizioni, che confronta il QIP di Faggin–D’Ariano con l’interpretazione concettuale della meccanica quantistica.

Cosa propone il QIP (Panpsichismo basato sull’informazione quantistica)

Il QIP parte da una tesi forte: coscienza e libero arbitrio sono proprietà fondamentali dei sistemi quantistici quando si trovano in stati puri .

  • Lo stato puro avrebbe un “interno” esperienziale (qualia) e spiega anche la privacy dell’esperienza tramite non-clonabilità.
  • L’ informazione quantistica diventa dunque il linguaggio con cui si descrive l’ interiorità dell’universo, non solo la sua faccia “esterna”.

Cos’è l’interpretazione concettuale

L’interpretazione concettualistica (Aerts e coll.) non parte dalla coscienza ma dal significato : i processi quantistici sono letti come processi cognitivo-concettuali . Le entità fisiche interagiscono scambiandosi significati ; così molte “stranezze” quantistiche risultano intelligibili senza invocare subito l’esperienza fenomenica.

Punto chiave: non confondere cognizione e coscienza

Qui le strade divergono. Il QIP tende a far coincidere significato e coscienza (“comprendere = vivere coscientemente un significato”). La lettura concettuale distingue:

  • Il significato può avere coerenza propria anche senza esperienza fenomenica.
  • Esempi: la matematica (una definizione apre un paesaggio di proprietà indipendente dal fatto che qualcuno “le sente”); i modelli di IA che generano testo nuovo e sensato pur senza esperienza soggettiva.
    Conclusione: esiste un’intelligenza semantica non cosciente. La coscienza arricchisce il significato, ma non lo esaurisce.

Il “problema di combinazione” del panpsichismo

Come si combinano molte coscienze in un tutto unitario?

  • Nel QIP, solo gli stati puri sono coscienti; quando due sistemi entrano in entanglement , le parti diventano stati misti (matrici densità) e la coscienza delle parti si dissolve a favore di quella del composto (schema fusionale ).
  • Obiezione: gli stati misti non sono mera “ignoranza epistemica”; descrivono stati ontici reali di sottosistemi in un tutto. Se così, non c’è motivo di escluderli a priori dalla coscienza. Diventa allora concepibile uno schema partecipativo : il tutto emerge senza annullare le parti (integrazione > fusione).

Sulla “privacy” degli stati

Ancorare la privacy dell’esperienza alla non clonabilità è problematico:

  • Il teorema di non clonazione vale anche per molti stati misti .
  • E, in generale, vieta una macchina universale per stati ignoti , non la duplicazione in ogni circostanza.
    La privacy fenomenica è un dato forte, ma non coincide in modo pulito con un vincolo tecnico del formalismo.

Cosa può (e non può) modellare la fisica sul libero arbitrio

Nel QIP il libero arbitrio è una trasformazione quantistica pura e atomica con esito non predeterminato. Ma l’ imprevedibilità non basta a fondare il libero arbitrio forte : il formalismo descrive scelte (o scelte libere in senso probabilistico), non la facoltà di ridefinire gli esiti mentre si sceglie o di sospendere la scelta dall’interno.

Sintesi del confronto

  • Convergenze : entrambe le linee vedono la MQ come linguaggio capace di parlare di strutture di senso , non solo di materia.
  • Divergenze : il QIP fondazionalizza la coscienza (stati puri ⇒ qualia); l’interpretazione concettuale fondazionalizza il significato , distinguendolo dalla coscienza.
  • Vantaggio della separazione : consente di spiegare l’ autonomia del significato (anche in sistemi non coscenti) e di pensare combinazioni non fusionali (integrazione senza cancellazione delle parti).

Conclusione

Il QIP è un tentativo coraggioso di ricondurre coscienza e libertà al cuore della fisica. Ma stringere coscienza = significato e vincolarla agli stati puri porta costi teorici:

  1. oscura la cognizione non cosciente (intelligenza semantica);
  2. rende la combinazione di scienze necessariamente fusionale ;
  3. collega in modo fragile la privacy al no-cloning .

Un quadro più ampio distingue cognizione e coscienza , ammette stati misti ontici e pensa l’emergenza del tutto come integrazione partecipativa . Così restano aperti (senza riduzionismi né olismi facili) sia l’ enigma dell’esperienza sia la logica del significato che struttura il reale.

Torna in alto