Ecco una riscrittura asciutta e lineare, senza ripetizioni, che confronta il QIP di Faggin–D’Ariano con l’interpretazione concettuale della meccanica quantistica.
Cosa propone il QIP (Panpsichismo basato sull’informazione quantistica)
Il QIP parte da una tesi forte: coscienza e libero arbitrio sono proprietà fondamentali dei sistemi quantistici quando si trovano in stati puri .
- Lo stato puro avrebbe un “interno” esperienziale (qualia) e spiega anche la privacy dell’esperienza tramite non-clonabilità.
- L’ informazione quantistica diventa dunque il linguaggio con cui si descrive l’ interiorità dell’universo, non solo la sua faccia “esterna”.
Cos’è l’interpretazione concettuale
L’interpretazione concettualistica (Aerts e coll.) non parte dalla coscienza ma dal significato : i processi quantistici sono letti come processi cognitivo-concettuali . Le entità fisiche interagiscono scambiandosi significati ; così molte “stranezze” quantistiche risultano intelligibili senza invocare subito l’esperienza fenomenica.
Punto chiave: non confondere cognizione e coscienza
Qui le strade divergono. Il QIP tende a far coincidere significato e coscienza (“comprendere = vivere coscientemente un significato”). La lettura concettuale distingue:
- Il significato può avere coerenza propria anche senza esperienza fenomenica.
- Esempi: la matematica (una definizione apre un paesaggio di proprietà indipendente dal fatto che qualcuno “le sente”); i modelli di IA che generano testo nuovo e sensato pur senza esperienza soggettiva.
Conclusione: esiste un’intelligenza semantica non cosciente. La coscienza arricchisce il significato, ma non lo esaurisce.
Il “problema di combinazione” del panpsichismo
Come si combinano molte coscienze in un tutto unitario?
- Nel QIP, solo gli stati puri sono coscienti; quando due sistemi entrano in entanglement , le parti diventano stati misti (matrici densità) e la coscienza delle parti si dissolve a favore di quella del composto (schema fusionale ).
- Obiezione: gli stati misti non sono mera “ignoranza epistemica”; descrivono stati ontici reali di sottosistemi in un tutto. Se così, non c’è motivo di escluderli a priori dalla coscienza. Diventa allora concepibile uno schema partecipativo : il tutto emerge senza annullare le parti (integrazione > fusione).
Sulla “privacy” degli stati
Ancorare la privacy dell’esperienza alla non clonabilità è problematico:
- Il teorema di non clonazione vale anche per molti stati misti .
- E, in generale, vieta una macchina universale per stati ignoti , non la duplicazione in ogni circostanza.
La privacy fenomenica è un dato forte, ma non coincide in modo pulito con un vincolo tecnico del formalismo.
Cosa può (e non può) modellare la fisica sul libero arbitrio
Nel QIP il libero arbitrio è una trasformazione quantistica pura e atomica con esito non predeterminato. Ma l’ imprevedibilità non basta a fondare il libero arbitrio forte : il formalismo descrive scelte (o scelte libere in senso probabilistico), non la facoltà di ridefinire gli esiti mentre si sceglie o di sospendere la scelta dall’interno.
Sintesi del confronto
- Convergenze : entrambe le linee vedono la MQ come linguaggio capace di parlare di strutture di senso , non solo di materia.
- Divergenze : il QIP fondazionalizza la coscienza (stati puri ⇒ qualia); l’interpretazione concettuale fondazionalizza il significato , distinguendolo dalla coscienza.
- Vantaggio della separazione : consente di spiegare l’ autonomia del significato (anche in sistemi non coscenti) e di pensare combinazioni non fusionali (integrazione senza cancellazione delle parti).
Conclusione
Il QIP è un tentativo coraggioso di ricondurre coscienza e libertà al cuore della fisica. Ma stringere coscienza = significato e vincolarla agli stati puri porta costi teorici:
- oscura la cognizione non cosciente (intelligenza semantica);
- rende la combinazione di scienze necessariamente fusionale ;
- collega in modo fragile la privacy al no-cloning .
Un quadro più ampio distingue cognizione e coscienza , ammette stati misti ontici e pensa l’emergenza del tutto come integrazione partecipativa . Così restano aperti (senza riduzionismi né olismi facili) sia l’ enigma dell’esperienza sia la logica del significato che struttura il reale.