L’arte nasce come varco, non come rappresentazione.
Le opere qui raccolte cercano soglie
in cui la materia si fa vibrazione
e il colore diventa risonanza interiore.
Dal silenzio,
il suono accompagna ciò che nasce.
ascolto suggerito

ANDROGINO Matita e acquerelli su carta · cm 15×24 · 1997

ANIME PENITENTI Gesso, vernici su tavola – cm 50 x 66 – 2022

BEATITUDINI CELESTI Plastica trattata con vernici su tavola – cm 80 x 60 – 2022

ENTROPIA Terre, vernice – cm 50 x 70 – 2017

PASSIO Acrilico su carta – cm 21 x 25 – 2008

PATER APPARUIT Acrilico su carta – cm 32 x 24 – 2007

OMAGGIO A POLLOCK – Vernici su tavola – cm 85 x 60 – 1969

SICCITA’ DORATA – cm 60 x 180 – 2024

INCRESPATURE TELLURICHE 115 X 80 X 15 2023

NICHILISMO – Tecnica mista (terre, vernici, acrilico) – cm 48 x 53 – 2017

SCHEGGE Acrilico su carta – cm 29 x 20 – 2008
APPUNTI DI ATTRAVERSAMENTO
Scritture dal processo
Androgino
Androgino nasce come ferita e come domanda.
Non rappresenta una figura, ma una tensione:
dolcezza e durezza, protezione e debolezza,
presenza e ritrosia che convivono nello stesso corpo.
L’opera affiora da un conflitto profondamente vissuto:
il rifiuto culturale della diversità,
l’incapacità di riconoscere l’identità come processo
e non come forma fissata.
Qui il volto non afferma, non rivendica.
Resistere.
Abita uno spazio fragile in cui l’essere umano
non sceglie tra opposti,
ma li attraversa. Androgino non chiede accoglienza né giudizio.
Espone la necessità di esistere
Anime Penitenti
Questa visione nasce dall’immaginario del Purgatorio: anime in cammino, non ancora luce, non più oscurità.
Corpi segnati dalla penitenza, ma già orientati verso una possibilità di trasformazione.
Il movimento ascensionale non è trionfo, ma attesa.
Un lento processo di purificazione in cui la fragilità diventa condizione necessaria al cambiamento.
Dante – Beatitudini Celesti
Le Beatitudini Celesti raccolgono presenze di ogni provenienza umana in un ordine che sfugge alla razionalità.
È un ordine intuitivo, percepibile solo attraverso l’esperienza artistica.
Questa “sacra follia” unisce frammenti diversi in un’armonia non costruita, ma riconosciuta.
Un campo vibratorio in cui le differenze non si annullano, ma trovano risonanza.
Entropia
Il secondo principio della termodinamica racconta una verità universale:
ogni forma tende al disordine, e proprio in questa espansione trova una nuova stabilità.
Vortici e correnti trattengono per un istante l’energia in fuga, rivelando sfumature materiche e dinamiche invisibili.
La materia non è statica: è processo in continuo mutamento.
Passione
Il ritratto critico trasuda un’intensità esistenziale che va oltre la ricostruzione dell’evento storico.
È la figura dell’uomo che attraversa il dolore senza negarlo, trasformandolo nel gesto del perdono.
La sofferenza non è fine a se stessa: diventa soglia.
Nel volto segnato si riflette la tensione spirituale dell’anima umana, sospesa tra ferita e redenzione, tra limite terreno e apertura al trascendente.
Siccità Dorata
Nel cuore arido, dove la vita sembra impossibile, affiora una preziosità nascosta.
Dalle crepe della terra emerge una polvere dorata: segno di una bellezza che resiste anche nella privazione.
Ogni frattura racconta una storia di sofferenza e forza.
La natura, anche nel deserto, continua a parlare a chi sa sostare nell’ascolto.
Increspature Telluriche
Superfici ferite, solchi profondi, rialzamenti improvvisi:
la terra come corpo vivo, segnato da tensioni invisibili.
Le increspature raccontano un dialogo incessante tra stabilità e trasformazione, tra ciò che appare immobile e ciò che muta continuamente.
È la materia stessa a farsi memoria del tempo.
Questi appunti non spiegano le opere.
Ne custodiscono il passaggio.