Non una conferenza, ma un invito alla presenza.
Eckhart Tolle ci conduce in un cammino dove il pensiero si allenta e il momento presente diventa la vera soglia del risveglio. La coscienza come “Io sono” eterno, oltre la mente e la storia personale.
Indice dei Capitoli
- Introduzione – La Vita come Inizio
- Non una conferenza ma un’esperienza
- Essere Qui Completamente
- La Malattia del Pensiero Continuo
- La Storia Personale come Prigione
- Il Futuro come Illusione di Salvezza
- L’illusione della mente
- Il Momento Presente come Soglia
- Lo Spazio tra i Pensieri
- La Coscienza come Io Sono
- Non resistere alla vita
- La Follia dell’Ego e il Lamento Cronico
- La semplicità della pratica
- Lo Spazio che Permette Tutto
- Essere Presenza
- La Pace che non è di questo Mondo
- L’Amore Reale e la Creatività Vera
- Liberarsi dalle Definizioni
- Bambini, Animali e la Presenza Pura
- Il Mondo come Riflesso della Coscienza
- La Nuova Coscienza che Trasforma Tutto
- Vivere come Porta tra i Due Mondi
- La Fine della Storia Personale
Capitolo 1 – L’Inizio di un Altro Sguardo
Ci incontriamo non per aggiungere nuove informazioni alla mente, ma per fare spazio.
Spazio a ciò che già vive dentro di noi: un risveglio silenzioso, profondo, inatteso.
In superficie sembra solo un incontro: una persona parla, altre ascoltano.
Ma in profondità, se siamo presenti, può emergere un silenzio che sa, senza bisogno di parole.
Le parole sono mappe, non la meta. Se ci fermiamo alle mappe, restiamo nel labirinto dei pensieri.
La trasformazione non è fuori di noi, non è una nuova teoria: è lasciar andare ciò che appesantisce, è disidentificarsi dalla mente.
Capitolo 7 – L’illusione della mente
Dobbiamo riconoscere la mente come illusione.
La mente conosce solo oggetti, forme, pensieri. Non conosce il momento presente nella sua essenza.
La vita è sempre e solo ora.
Non ci sono “molti momenti”: la nostra esistenza è una continuità di presente.
La mente resiste: crea storie di passato e proiezioni di futuro.
Ma il futuro non esiste: è un pensiero. Il passato non esiste: è memoria che sorge ora.
Il momento presente ha una forma – ciò che vediamo, sentiamo, pensiamo – ma la sua essenza è senza forma.
In quello spazio interiore, tra un pensiero e l’altro, la coscienza è pura, vigile, senza oggetti.
Questo è l’“Io Sono” profondo: non legato al passato, non proiettato nel futuro.
La mente lo teme, perché non può possederlo.
Accettare il presente come se lo avessimo scelto è la pratica fondamentale.
Il falso io resiste, si lamenta, dice “no” alla vita: ma quel “no” è follia, opposizione all’universo.
La liberazione nasce da un “sì” consapevole al momento presente.
Non è passività: è riallineamento con la vita, da cui scaturisce un’azione più efficace, radicata nell’essere.
Verso la Nuova Coscienza
La pratica è semplice: dire “sì” al momento presente, senza giudizio.
Questo apre uno spazio interiore che non è di questo mondo, ma lo trasforma dall’interno.
Il mondo esteriore è riflesso del nostro stato interiore.
Se cambiamo coscienza, anche il mondo cambia.
La nuova coscienza non aggiunge peso, non accumula pensieri: porta leggerezza, amore reale, creatività vera.
È vivere come porta tra due mondi: quello delle forme e quello senza forma.
E il senso profondo della vita è proprio questo: essere canali attraverso cui l’eterno entra nel tempo.
Conclusione
Il pensiero non è più il padrone. Diventa strumento, usato solo quando serve.
Al suo posto emerge uno stato di coscienza non condizionata, libera, radicata nel silenzio interiore.
Questa è la Nuova Coscienza: presenza viva, pace che non dipende dal mondo, amore che non conosce opposti.